Blancanieves

Pensare, girare un film muto nel 2013, alle soglie della ormai imminente digitalizzazione, è possibile?

La risposta è si e viene dalla Spagna, ci ha pensato e ci è riuscito Pablo Berger.

Berger con la realizzazione di questo magnifico film, tratto dalla celebre novella dei fratelli Grimm e ambientato in Andalusia negli anni ’20, ci ha fatto fare un tuffo nel passato di quasi un secolo.

Berger ha ambientato, come già detto, la novella in Andalusia dove la protagonista Carmen, figlia di un ex torero paralitico e di una cantante morta dandola alla luce, viene allevata dalla nonna danzatrice di flamenco. Alla sua morte va ad abitare dalla perfida matrigna Encarna, seconda moglie del padre. Questi segretamente la indirizza verso il mondo della corrida, ma viene ucciso dalla moglie, che fa anche portar via Carmen, perché sia uccisa. La ragazza viene salvata da una compagnia di nani girovaghi. I nani aiutano Carmen nel mondo delle arene e lei, con il nome di Blancanieves, diventa una famosa torera, finché la matrigna riesce a farle mangiare la mela avvelenata.

La risposta alla domanda iniziale la fornisce lo stesso cineasta dichiarando: « Ho visto Rapacità di Erich von Stroheim con un’orchestra sinfonica dal vivo e mi ha creato sensazioni uniche. Ho voluto ricrearle per il pubblico e per questo sono tornato alle grandi produzioni Anni ’20 ».

Il film ha avuto una produzione travagliata, per i rigidi regolamenti spagnoli, il regista ha dovuto avvalersi dei soldi della casa di produziione francese Noodles Production.

Intento riuscito e chiunque abbia visto la pellicola ha provato sicuramente sensazioni uniche e forti. Purtroppo, nonostante i numerosi riconoscimenti avuti in giro per il mondo, in Italia il film è uscito quasi in sordina ed in poche sale. Ad oggi viene proiettato a Milano al cinema Mexico e a Trieste al blancanieves_poster_with_red_285, il film è uscito il 31 ottobre 2013.

Auguro a tutti di riuscire a vederlo perchè merita.

Andrea Maraldi

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