Decalogo per giovani registi

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  1. Ricordati che raccontare storie è l’ occupazione umana più bella che ci sia. Tutte le altre umane occupazioni tendono più o meno a sfruttare l’ uomo. Solo raccontare storie ha la piacevole finalità di distrarlo, di consolarlo. L’ ha detto José Maria de Eça de Queiròs, il più grande esponente del realismo portoghese dell’ Ottocento.
  2. Per scrivere un film non è indinspensabile partire da una storia. Si può prendere spunto da un’ immagine, da una situazione, da un tema, da un ambiente, da una persona della realtà da trasformare in personaggio. Specialmente nell’ambito di un film corto, dentro i ventinove minuti convenzionali di un cortometraggio, si può anche fare a meno di una storia, a proprio rischio e pericolo.
  3. Cerca, nell’ accingerti a fare un film, di parlare di quel che conosci bene. In piccole dosi, l’ autobiografismo è non soltanto inevitabile, ma anche lecito. Usare frammenti della propria vita è come ficcare i ritagli di una bistecca nel tritacarne per farne un hamburger. Il tritacarne è la tua immaginazione: ne esce o dovrebbe uscirne qualcosa di diverso. (Philip Roth)
  4. Poichè ormai, soprattutto tra i giovani, la rimozione del passato e la perdita della memoria storica sono due fenomeni diffusi, cerca di dimenticare le due grandi componenti storiche del nostro cinema: il neorealismo e la commedia all’ italiana.
  5. Tolstoj diceva di Turgenev che ” giocava alla vita “. Gioca anche tu alla vita. Mentre scrivi o mentre giri, domandati se quello che fai sta nella vita.
  6. Non occorre avere le mani bruciate per fare un film sul fuoco. Stai attento alla storia con un messaggio incorporato. Nel raccontare qualcosa devi mostrare, non dimostrare. Non basta raccontare una storia: nel cinema conta lo sguardo con cui è raccontata. Un film può contenere idee, proposte, punti di vista, giudizi, ma prima di tutto è cinema.
  7. Non dimenticare mai che il cinema è un lavoro collettivo anche quando lo si fa con una squadra di cinque amici invece che con una troupe di duecento tecnici. Così come è stata interpretata e applicata, la nozione di autore (cinema di autore) ha provocato danni irreparabili nel cinema italiano degli ultimi vent’ anni del Novecento.
  8. Vuoi fare il regista? Trovati uno sceneggiatore. Serve anche quando si fanno film corti. Come insegna la storia del cinema, tranne rare eccezioni, tutti i grandi registi hanno fatto i loro film in compagnia di buoni sceneggiatori. E, che sia, questo sceneggiatore, poco simile a te. Spesso le buone idee nascono dal contrasto, dal conflitto, dalla discussione, dalle correzioni altrui.
  9. Regia viene dal francese ( régie: amministrazione; régir: reggere, amministrazione ), a sua volta proveniente dal latino regere di origine indoeuropea, quindi anche rex, re. La regia, dunque, corrisponde alla monarchia. Attenzione, però: non dev’ essere assoluta, ma costituzionale. Non parlamentare, però.
  10. Ha detto Billy Wilder: ” Un regista dev’ essere un poliziotto, una levatrice, uno psicoanalista, un adulatore e un bastardo. Tutto in una volta. “Rifletti su ciascuna delle cinque componenti. E cerca di applicarle nella pratica del tuo lavoro.

Morando Morandini

Fonte: Non sono che un critico – il ritorno Morando Morandini Ed. Il Castoro 2003

 

 

 

One thought on “Decalogo per giovani registi

  1. cinema & cinematografi di Andrea Maraldi il said:

    Consigli senza tempo sempre utilissimi del Maestro Morando Morandini