Gance e il suo pensiero sul suo Napoleone

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Napoleone è Prometeo – qui non si tratta di morale o di politica ; ma solamente d’ arte. Quale esistenza è stata più tragica di quella di chi scrive : ” Tutta la mia vita è stata sacrificata al mio destino, tranquillità, interesse, felicità “.

Non è certo per realizzare un film storico, banale, che io ho tentato di resuscitare nel linguaggio delle ombre la prodigiosa figura di colui che proclama se stesso una scheggia di roccia lanciata nello spazio ; ma perchè Napoleone è la sintesi del mondo. Le mie prime ricerche furon rivolte verso la scelta di uno stile cinematografico capace di rendere tale risultato. Dopo ” La Roue ” ho pensato che si può raggiungere ” l’ emozione ” al di fuori della significazione drammatica delle immagini, e quindi la necessità di nuovi trovati tecnici nella presa delle vedute per addolcire lo stile cinematografico.

La tendenza generale di Napoleone è quella di fare dello spettatore un attore, renderlo partecipe dell’ azione, travorgerlo nel ritmo delle immagini. Io ho concepito Napoleone come un uomo trascinato verso la guerra da un ingranaggio formidabile che egli ha tentato invano di arrestare. Da Marengo la guerra è divenuta fatalità. Egli fa tutti i suoi sforzi per evitarla ma il destino più forte di Lui lo costringe a subirla. Questo è il suo dramma.

Napoleone rappresenta il conflitto perpetuo tra il grande rivoluzionario che vuole la Rivoluzione nella pace e fa la guerra nella fiducia di conseguire una pace definitiva. Ecco la confessione in una lettera di Fievée : ” Voi provate le vostre contro lo spirito della Rivoluzione. La vostra ambizione è più grande della mia, ma io ho maggiori probabilità di successo “.

E più tardi questa terribile condanna : ” La guerra è un anacronismo… Un giorno si otterranno le vittorie senza cannoni e senza baionette “.

E’ un essere le cui braccia non sono abbastanza grandi per abbracciare una cosa più grande di lui La rivoluzione. Napoleone è un parossismo nella sua epoca, la quale è un parossismo nel Tempo. E’ il Cinema, per me, è il parossismo della vita.

Abel Gance

L’Eco del cinema marzo 1928

 

 

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