IL PIACERE DEL BUIO quale futuro per il cinema?

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Quale futuro per i cinematografi e per il cinema?

C’è un solo luogo al mondo dove chi soffre di acluofobia o nictofobia (paura del buio) si trova a suo agio: IL CINEMATOGRAFO.

Quale luogo oltre le sale cinematografiche rende il buio così magico così pieno di luce? Nessuno.

Il buio cinematografico è avvolgente, assoluto è una esperienza che tutti abbiamo provato e abbiamo dentro, fin da bambini.

Il film in sala non è più bello perchè (rispetto a casa) le immagini e l’audio sono migliori ma è più bello perchè è un’esperienza collettiva di persone che hanno deciso di essere in quel preciso posto in quel preciso momento di essere lì a vedere quel film e sono persone che non si conoscono ma che vogliono condividere, magari commentare, con gli altri quella esperienza.

Il cinema è anche coraggio, scelta, magia è un luogo che una volta dentro non ti lascia più avrai sempre un ricordo positivo o negativo della pellicola o dei vicini di posto.

La nostra storia inizia a Firenze nel 1899, con il primo cinematografo fisso (luogo inteso come dedicato esclusivamente a delle proiezioni cinematografiche contiunative) grazie a Filoteo Alberini, chiamato Reale Cinematografo Lumière, ed arriva fino ad oggi con le monosale, con le multisale, con i multiplex e con i cityplex.

Il proiettore cinematografico fin dai suoi albori ha subito poche ma fondamentali modifiche, il meccanismo di base però è rimasto sempre lo stesso, fino ad oggi all’avvento dei proiettori digitali.

Dal 31 dicembre 2013 infatti ci dovrà essere obbligatoriamente (per i distributori) lo switch off, tutte le sale cinematografiche dovranno passare alle proiezioni digitali (2k, 4k, 3D), abbandonando quindi le proiezioni in pellicola (16mm, 35mm, 70mm). Per gli esercenti saranno pronte il 70% delle sale, delle restanti (per lo più monosale o piccole multisale di piccoli e medi centri cittadini), non è dato sapere il destino (probabilmente la chiusura o le proiezioni in DVD/BLU-RAY).

In Italia sono presenti circa 4000 sale cinematografiche al momento e di queste sono a rischio circa un migliaio (Fonte Agis).

Per la digitalizzazione delle sale occorrono 50/60 mila euro che possono essere recuperati al 30% attraverso il tax credit in 6/7 anni, inoltre esiste il VPF (Virtual Print Free) il contributo che i distributori versano agli esercenti che programmano i film in digitale e ci sono anche interventi regionali, agevolazioni bancarie tramite credito diretto o attraverso il fondo  di garanzia del Ministero dello Sviluppo Economico.

Sembra abbastanza ma non lo è, nonostante questi aiuti il piccolo esercente non sarà in grado di convertire la sua sala(o le sue sale). In molti casi è costretto a programmare film blockbuster o cmq di “sicuro” successo.

Quante volte vi è capitato di entrare in un cinema e di vedere lo stesso film proiettato in più sale a scapito di pellicole più interessanti e meno consciute ma che non incassano?

Una soluzione potrebbe essere la multiprogrammazione (possibile ma più costosa anche con la pellicola), ovvero programmare più e diversi film in una sola giornata, magari alternando blockbuster a film d’essai, come ormai già fanno molte sale o proiettare (purtroppo il verbo è rimasto lo stesso) concerti, danza, lirica, spettacoli teatrali ecc…,.

Un’altra soluzione dicevamo possono essere le proiezioni in DVD/BLU-RAY perdendo qualità però e forse non avrebbe nemmemo più senso andare al cinema (perchè decidere di uscire di casa per vedere una cosa che posso vedere senza alcuno sforzo sul divano?).

Su questo argomento ci sono opinioni discordanti tra gli addetti ai lavori (purtroppo per la maggioranza del pubblico non è un problema anche perchè non nota alcuna differenza tra i vari tipi di formato video/audio).

Le migliorie che portano queste nuove tecnologie sono sicuramente la duttilità, la praticità (ora possono proiettare veramente tutti) e l’abbattimento dei costi, ad esempio ora è più facile vedere un grande classico restaurato nelle sale ci sono molte rassegne o eventi.

I lati negativi della digitalizzazione sono molteplici: la perdita della qualità delle proiezioni, la perdita di molti posti di lavoro (proiezionisti su tutti), più problemi durante le proiezioni con meno possibilità di soluzione immediata, l’aumento dei prezzi del biglietto e il più grave secondo me la perdita di romanticismo sia nel lavoro stesso (produzione, proiezione, ecc…) sia nell’andare a vedere un film al cinema (un computer non sarà mai preciso e attento come l’uomo).

Dicevamo l’abbattimento dei costi infatti gli esercenti spendono meno per proiettare un film (il noleggio e il dcp costano meno della pellicola) ma per rientrare (prima) delle spese stanno attuando una politica di licenziamenti, soprattutto di proiezionisti ma con l’avanzare della tecnologia questo problema colpirà anche altri settori come la cassa ad esempio, e di aumento del biglietto (ormai un biglietto costa da 8 euro in sù), e anche questo porta ad una minore qualità delle proiezioni oltre ai drammi umani.

Oramai vedere film è diventato più facile e veloce, si possono vedere comodamente a casa (dal pc, in dvd, canali satellitari, ecc…).

Io personalmente nato (cinematograficamente e lavorativamente) con questa evoluzione già in atto noto la differenza tra una proiezione in 35mm o 2k e preferisco di gran lunga la prima.

La speranza può venire solamente dal pubblico che magari prenda coscienza di questi problemi ed insieme agli addetti ai lavori riesca a far tornare indietro la macchina del tempo.

Negli Stati Uniti d’America nel frattempo, il lancio è previsto per marzo 2014, stanno già presentando una nuova tecnologia che inevitabilmente prenderà il posto dell’attuale. Questa nuova tecnologia (per ora solo per piccoli schermi) prevede come sorgente luminosa non più la lampada allo xenon ma un laser.

Domanda chi ha investito o sta per investire nella digitalizzaziione dovrà reinvestire di nuovo in questa nuova tecnologia?

http://www.giornaledellospettacolo.it/news-e-attualita/attualita/13174-nec-ha-lanciato-il-proiettore-compatto-digitale-laser.html

Andrea Maraldi

 

 

 

 

 

 

 

One thought on “IL PIACERE DEL BUIO quale futuro per il cinema?

  1. cinema & cinematografi di Andrea Maraldi il said:

    Il mio PERSONALE punto di vista sullan digitalizzazione in atto nelle sale italiane.